Il 10 luglio 2010, nel Santuario di Mascalucia (CT), hanno ricevuto l’ordinazione sacerdotale P. GAETANO COSTA e P. HERMANUS BEDA KOTEN, indonesiano, dalle mani di Sua Eccellenza Mons. Salvatore Gristina, Arcivescovo di Catania. Erano presenti circa una ventina di sacerdoti religiosi e diocesani che hanno imposto dopo il vescovo le loro mani sul capo dei due nuovi sacerdoti. Il Santuario era gremito di fedeli venuti da ogni parte. Presente la famiglia di Padre Gaetano, il sindaco e il parroco del suo paese natio, Giuliana (PA). P. Hermanus, lontano dalla sua patria indonesiana, è stato accompagnato dai suoi confratelli passionisti e suore indonesiane, e presto partirà per l’Indonesia per incontrare e celebrare con i suoi famigliari, ma i Passionisti di Sicilia gli sono stati molto vicini perché anch’essi sono la sua famiglia e gli vogliono bene.
Sì lo voglio, con l’aiuto di Dio!
La celebrazione è entrata nel vivo quando il Vescovo consacrante ha presentato agli eletti gli impegni che si assumevano diventando sacerdoti, impegni aa ognuno dei quali essi hanno risposto: Sì lo voglio!, mettendo contemporaneamente in risalto la libertà della scelta e la consapevole responsabilità degli obblighi inerenti al sacerdozio cattolico.
Gli impegni del sacerdote sono:
- Il ministero della Parola nella predicazione del Vangelo e nell’insegnamento della fede cattolica;
- La devota e fedele celebrazione dei misteri di Cristo, secondo la tradizione della Chiesa, specialmente del sacrifico eucaristico e del sacramento della riconciliazione;
- La dedizione alla preghiera, come ha comandato il Signore.
Sono gli stessi impegni che si erano assunti gli Apostoli quando dissero: “Noi ci dedicheremo alla preghiera e alla predicazione”. Sono impegni che esigono però l’aiuto di Dio: la fedeltà del sacerdote alle promesse fatte sono un vero dono di Dio. L’assemblea perciò è stata invitata subito dopo a chiedere l’efficace intercessione di coloro che hanno già servito fedelmente il Vangelo, ossia i Santi.
Imposizione delle mani
Prima il Vescovo, poi tutti i sacerdoti presenti, in un grande silenzio orante, sono passati davanti ai due candidati inginocchiati, e hanno premuto le mani sul loro capo. Questo gesto ha origine dagli Apostoli e ha significato il momento del dono dello Spirito Santo per la santificazione interiore dei due nuovi sacerdoti e la loro abilitazione a svolgere gli uffici propri dell’ordine. E’ seguita poi la grande preghiera consacratoria, con la quale il Vescovo ha chiesto a Dio il dono dello Spirito Santo e della dignità del presbiterato per Padre Gaetano e P. Hermanus e della loro fedeltà al ministero sacerdotale.
La Parola del Vescovo e riflessione sul sacerdozio
Il sacerdote deve, soprattutto, rendere presenti le azioni d Cristo. La Lettera agli Ebrei spiega in che consiste la novità e l’unicità del sacerdozio di Cristo: “Cristo, sommo sacerdote dei beni futuri […] è entrato una volta per sempre nel luogo santissimo, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue. Così ci ha acquistato una redenzione eterna. Infatti, se il sangue di capri, di tori e la cenere di una giovenca sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano, in modo da procurar la purezza della carne, quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì se stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!” (Eb 9, 11-14).
Il sacerdote non può offrire che ciò che ha offerto Cristo: Cristo ha offerto se stesso, si è offerto vittima! In lui il sacerdote e la vittima sono la stessa cosa: “sacerdote perché vittima” (S. Agostino). Il sacrificio della Messa è il più grande impegno del Sacerdote, il centro della sua vita e di ogni sua giornata (Giovanni Palo II). La Messa è celebrata non per placare la divinità, come avveniva nei sacrifici sacerdotali prima di Cristo. Ora in Cristo, è Dio che si fa vittima. Non è più l’uomo che offre sacrifici a Dio, ma Dio che si “sacrifica” per l’uomo, consegnando alla morte per lui il suo Figlio unigenito (cf. Gv 3,16). Il sacrificio serve piuttosto a placare l’uomo e farlo desistere dalla sua ostilità nei confronti di Dio e del prossimo.
L’apostolato sacerdotale nel vangelo è descritto come unione con Gesù per essere disponibili alla missione. Solo stando insieme con Lui si è capaci di portare la forza e la gioia del Vangelo e della fede agli altri, di darne testimonianza con tutta la vita. Per il sacerdote il tempo di stare alla presenza di Dio nella preghiera è una vera priorità pastorale. Il Signore chiama amici i suoi sacerdoti, li fa suoi amici e affida loro il suo corpo nell’Eucaristia e la sua Chiesa. Essi allora devono avere con Lui un solo sentire e volere quello che Egli vuole. Gesù stesso dice loro: “Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando” (Gv 15,14).
Il Vescovo ha soprattutto poi commentato il passo del Buon Samaritano (Lc 10,25-37), vangelo del giorno, applicandolo all’apostolato sacerdotale. È vero che il sacerdote deve applicarsi ai misteri di Dio, ma non può dimenticare di imitare il Buon Samaritano perché ciò è di vitale importanza per capire la natura del sacerdozio di Cristo. Anche il servizio ai misteri di Dio è un atto di carità e di solidarietà verso tante persone “mezze morte” che il sacerdote incontra nella vita. Il vescovo ha perciò invitato i due nuovi sacerdoti a diventare prossimo di tutti i loro fratelli, specie di quelli più sofferenti nel corpo e nell’anima: “Andate e anche voi fate lo stesso”. Il ministero sacerdotale è “amoris officium” (S. Agostino, In Iohannis Evangelium Tractatus 123,5), è l’ufficio del buon pastore, che offre la vita per le pecore (cfr Gv 10,14-15). Nel mistero eucaristico Cristo si dona sempre di nuovo e proprio nell’Eucaristia noi impariamo l’amore di Cristo e quindi l’amore per la Chiesa.
Epilogo
La giornata è proseguita in serata con una fraterna agape, accompagnata da gioia e canti.
Il giorno 11 luglio 2010 P. Hermanus ha celebrato la sua prima messa solenne a Borgetto (PA), ore 18, poi è partito per l’Indonesia per celebrare la S. Messa vicino ai suoi genitori, parenti e compaesani. P. Gaetano ha celebrato solennemente la sua prima messa a Giuliana (PA), suo paese natio, il giorno 18 luglio ore 18,00. In tutte e due le circostanze era presente il Padre Provinciale che ha rivolto parole alla gente presente.
Affidiamo a tutti i nostri lettori il compito di accompagnare con la preghiera i due neosacerdoti. Sono sacerdoti in un mondo diventato ormai un “deserto spirituale” che non renderà solo difficile e ingrato il loro ministero sacerdotale, ma anche la loro vita. Con l’aiuto della preghiera di tutti, essi lavoreranno sempre uniti al Signore. Aiutiamoli a conservare lo stupore per la dignità sacerdotale, puro dono di Dio e a vivere il loro sacerdozio nell’adorazione e nel ringraziamento.
